I possibili modi per conseguire uno stesso titolo di studio musicale in Italia.

A fine 2017 la riforma dei Conservatori (la seconda dall’unità d’Italia) compirà 18 anni. Nonostante la sua prossima “maggiore età” è molto probabile (vista la mole di quanto ancora manca) che non tutti i decreti previsti dalla L. 508/1999 e dalla successiva normativa saranno emanati tanto velocemente. Il prolungarsi di questo lungo periodo di attuazione della Legge sta causando un numero sempre maggiore di difficoltà e di contraddizioni. Per esempio: chi oggi volesse iniziare un percorso di studi al fine di conseguire un titolo musicale, quali possibilità ha?

La risposta sembra semplice: il Regolamento DPR 212/2005 (art. 3) elenca i cinque corsi di diploma accademico conseguibili. Solo quattro di questi sono oggi attivi nelle istituzioni accreditate ad organizzarli (non viene ancora offerto il diploma di formazione alla ricerca) e solo uno (il primo livello) è a regime ordinamentale.

Lo stesso DPR 212/2005, nello stesso articolo, dispone che non sono ammessi studenti privatisti (comma 9). Quindi per ottenere un titolo superiore musicale ci si deve iscrivere (dopo aver svolto un’adeguata preparazione pre-AFAM in un Conservatorio, in un Liceo musicale, o privatamente) ad un Conservatorio statale, oppure ad un ISSM non statale (ex Istituto Pareggiato), oppure in un istituto non statale o privato diverso dai precedenti accreditato dal MIUR in base a quanto disposto all’art. 11 del DPR 212/2005 (per la musica ce ne sono quattro attualmente).

La legge infatti non vieta a nuovi soggetti di rilasciare titoli riconosciuti dallo Stato, ma impone precisi requisiti (cfr. nota MIUR del 20 giugno 2016) e una procedura specifica di accreditamento dei corsi di studio che parte dal MIUR e finisce al MIUR passando per la valutazione di ANVUR (l’Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca).

L’offerta formativa musicale accademica di primo livello è molto ampia: ben 67 corsi di studio differenti (cfr. DM 124/2009 e DM 120/2013). Per ottenere uno di questi titoli ci sono diversi percorsi alternativi rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare in base alla L. 508 e successivi decreti. Le differenti vie che sotto illustro possono essere lette come un allargamento delle opportunità date agli studenti, ma non è sempre così. Vediamo intanto la situazione.

Si prenda come esempio il primo titolo finale conseguibile in un corso di studi superiore per Pianoforte:

  1. Diploma accademico di primo livello in Pianoforte (in base alla normativa della riforma, in particolare al DM 124/2009);
  2. Diploma in Pianoforte (in base al RD n. 1945 del 1930 e successiva normativa del secolo scorso);
  3. Laurea in Pianoforte (come equipollenza, in base al Decreto interministeriale MIUR-MIBACT n. 941 del 22 dicembre 2015);
  4. Bachelor of Arts in Pianoforte (titolo riconosciuto all’estero e poi in Italia, in base al Trattato europeo di Lisbona, come primo livello).

Il diploma accademico di primo livello (1) è rilasciato solo dai Conservatori statali e non statali e dagli istituti accreditati in base all’art. 11 del DPR 212/2005 (ci sono oggi 81 sedi accreditate su tutto il territorio nazionale), e solo a propri iscritti. Il titolo è equipollente (ai soli fini dell’accesso ai concorsi pubblici) alla laurea universitarie L03 “Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda”, in base alla L. 228/2012 (comma 102).

Il diploma del vecchio ordinamento (2) è rilasciato agli iscritti dei Conservatori statali e non che hanno diritto a concludere gli studi nell’ordinamento con cui hanno iniziato (cfr. L. 508/1999 art. 7 e DPR 212/2005 art. 12, comma 2). Detti corsi di studio sono tutti ad esaurimento perché gli ultimi iscritti sono stati accolti nei Conservatori nell’a.a. 2010-11. La Legge 228/2012 dispone l’equipollenza tra il diploma di vecchio ordinamento e quello accademico di II livello (comma 107, fino al 2013, ma il termine è stato prorogato al 2017 e ora riprorogato al 2021). Non solo: essendo il II livello accademico equipollente alla laurea magistrale LM-45 “Musicologia” (comma 103), è da ritenersi che di tale ulteriore equipollenza ne benefici anche il vecchio titolo di diploma.

Il titolo del vecchio diploma è ancora oggi rilasciato dai Conservatori (come prima della riforma) anche ai privatisti, cioè a coloro che non sono iscritti nelle istituzioni che rilasciano i titoli, e che si presentano in Conservatorio solo per l’esame finale o per gli esami intermedi. Una recente sentenza del Consiglio di Stato (del 10 giugno 2016, fatta propria poi dal MIUR con nota del 5 dicembre 2016), dà agli studenti privatisti la possibilità di studiare con i vecchi programmi pre-riforma (per lo più del 1930) e di poter conseguire lo stesso diploma degli iscritti, come si faceva un tempo, da esterni. Tale diploma rilasciato dai Conservatori ai privatisti ha lo stesso valore giuridico di quello rilasciato agli interni, quindi in base alla L. 228/2012 è equipollente al diploma accademico di secondo livello e quindi alla laurea magistrale in musicologia!

Accanto al sistema AFAM sta per partire un sistema formativo superiore artistico e musicale diverso, si potrebbe anche dire “parallelo” al precedente, che vedrà protagonisti enti privati accreditati che rilasceranno titoli (3) resi poi equipollenti alle lauree, alle lauree magistrali e ai diplomi di specializzazione universitari! Lo dice il decreto interministeriale MIBACT-MIUR del 22 dicembre 2015 che dà la possibilità ad istituti non statali o privati, attivi da anni e riconosciuti dal MIBACT, di poter richiedere l’accreditamento al MIUR. Una speciale commissione appositamente costituita e nominata dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca valuterà i requisiti dei richiedenti secondo specifici parametri (cfr. art. 4), svolgendo un lavoro del tutto simile a quello svolto dal CNAM (in attesa della sua ricostituzione dalla speciale commissione in seno al MIUR) e dall’ANVUR, cioè da organismi già previsti dalla legge e operanti aventi le medesime competenze tecniche di questa commissione.

L’ultimo modo per acquisire un titolo (4) è decisamente discutibile, ma sempre più spesso viene offerto nelle pubblicità che si possono leggere in rete. Si tratta di istituti privati non accreditati (in base ai casi legalmente previsti in 1) e in 3) che hanno stipulato un accordo/convenzione con un ente di formazione e/o certificatore estero (specialmente con istituti, anche prestigiosi, in Inghilterra). Gli studenti frequentano i corsi in Italia, in istituti privati italiani, e il titolo finale rilasciato (“Bachelor of Arts”), viene riconosciuto dall’ente estero come pari ad un livello 6 del Quadro Europeo dei Titoli (EQF), lo stesso, per intenderci, del nostro diploma di primo livello. Il riconoscimento vale chiaramente per il paese estero dove agisce l’ente certificatore, ma questi istituti pubblicizzano la loro validità giuridica (quindi la loro spendibilità) anche in Italia in base al trattato europeo di Lisbona del 1997.

Come ha chiarito il CIMEA (Centro Informazioni Mobilità Equivalenze Accademiche) il 29 febbraio 2016 ad un quesito della Conferenza dei direttori dei Conservatori, questa impostazione non corrisponde alla realtà dei fatti. Secondo la normativa italiana (Decreto 26 aprile 2004, n. 214, che attua l’art. 4 della L. 148/2002, a ratifica del Trattato di Lisbona dell’11 aprile 1997), dice il CIMEA: “… l’accesso alla procedure di riconoscimento dei titoli esteri rilasciati in Italia da istituzioni afferenti a sistemi esteri di istruzione e formazione superiore, è subordinato all’accreditamento presso il MIUR della stessa istituzione rilasciante il titolo secondo le regole stabilite dal citato decreto. Senza tale accreditamento, i titoli esteri, seppur ufficiali nel sistema di appartenenza, rilasciati a fronte di corsi svolti in Italia, non possono trovare alcun riconoscimento nel nostro sistema.” Il MIUR è già stato ufficialmente informato della situazione: siamo in attesa di una sua posizione definitivamente chiarificatrice a riguardo.

A fronte della situazione sopra descritta è comprensibile una certa confusione da parte di un possibile utente. I ritardi della riforma, il coesistere di regole poco chiare, creano una realtà in cui i legittimi soggetti formativi sono in difficoltà ad operare e si fanno spesso concorrenza “sleale” tra loro stessi, mentre altri soggetti non autorizzati approfittano della situazione offrendo titoli di studio che difficilmente saranno riconosciuti.


Riferimenti:

Legge 508/1999 (Riforma dei Conservatori):

http://www.camera.it/parlam/leggi/99508l.htm

Legge 228/2012 (Legge di stabilità 2013):

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/12/29/012G0252/sg

Regolamento didattico DPR 212/2005:

https://archivio.pubblica.istruzione.it/comitato_musica_new/normativa/allegati/dpr212_05.pdf

Ordinamenti di primo livello Conservatori (DM 124/2009):

http://attiministeriali.miur.it/anno-2009/settembre/dm-30092009-n-124.aspx

D.I. MIUR-MIBACT 22 dicembre 2015:

http://attiministeriali.miur.it/media/278506/di_n.941_22_12_2015.pdf

Nota MIUR 20 giugno 2016 per accreditamento istituti non statali e privati:

http://attiministeriali.miur.it/anno-2016/giugno/nota-20062016.aspx

Sentenza Consiglio di stato sui privatisti:

http://1.flcgil.stgy.it/files/pdf/20161212/sentenza-del-consiglio-di-stato-2502-del-10-giugno-2016-candidati-privatisti-e-conservatori.pdf

Nota MIUR del 5 dicembre 2016 sui privatisti:

http://1.flcgil.stgy.it/files/pdf/20161212/nota-28964-del-5-dicembre-2016-candidati-privatisti-conservatori-e-imp.pdf

Risposta quesito CIMEA 29/02/2016:

https://www.facebook.com/conferenzadirettoriconservatorio/posts/978023298913898